Venerdì 31 luglio arrivano alla stessa scadenza la tredicesima rata della rottamazione-quater, la quinta dei piani di riammissione e la prima – o unica – rata della rottamazione-quinquies. Stessa data e stessi canali, ma il margine sul ritardo non è lo stesso.
Per la quater, per le riammissioni e per chi ha scelto di chiudere la quinquies in unica soluzione la legge concede cinque giorni, il versamento effettuato entro il 5 agosto resta tempestivo. Chi ha invece rateizzato la quinquies, fino a 54 rate bimestrali, segue una regola diversa. Nessuna finestra sul singolo pagamento, ma decadenza al mancato o insufficiente versamento di due rate, anche non consecutive, lungo l’intero piano.
La conseguenza del ritardo è identica nei due casi. I benefici della definizione agevolata decadono e le somme già versate diventano acconti sul debito originario, quello con sanzioni, interessi di mora e aggio che la rottamazione aveva tagliato via. L’Agenzia riprende la riscossione ordinaria sul residuo.
Si paga con il modulo della rata in scadenza, che non è intercambiabile con i moduli delle altre rate: banca, uffici postali, tabaccherie, ATM, pagoPA, sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, app Equiclick, sportello su appuntamento. Chi non ha più la Comunicazione delle somme dovute la recupera nell’area riservata con SPID, CIE o CNS.
Poi il calendario si divide. La quater ha davanti cinque rate: il 30 novembre 2026, quindi il 28 febbraio, il 31 maggio, il 31 luglio e il 30 novembre 2027, quando il piano si chiude con la diciottesima rata, la decima per i riammessi. Su ciascuna vale la tolleranza dei cinque giorni. La quinquies prosegue invece a cadenza bimestrale, con le prossime scadenze al 30 settembre e al 30 novembre 2026, e per i piani più lunghi arriva fino al 2035.