L’Italia entra nel 2026 con un segnale di fiducia da parte dei mercati internazionali. Standard & Poor’s ha confermato il rating sovrano a BBB+, mantenendo la valutazione già attribuita nelle revisioni di ottobre e aprile 2025, ma ha migliorato l’outlook da stabile a positivo. Una decisione che riflette la resilienza mostrata dall’economia italiana, sostenuta da un mercato del lavoro solido, da surplus delle partite correnti e da un progressivo miglioramento della posizione creditrice estera netta.
Secondo l’agenzia, il consolidamento dei conti pubblici sta avanzando gradualmente, con un deficit atteso sotto il 3% del PIL nel 2026. L’outlook positivo si basa sulla previsione che il settore privato continuerà a sostenere l’avanzo con l’estero, mentre il settore pubblico ridurrà l’indebitamento netto, favorendo un lento calo del debito pubblico entro il 2028. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha accolto il giudizio sottolineando che «la traiettoria di maggiore credibilità verso l’Italia non conosce soste. Il lavoro paga».
Il miglioramento dell’outlook arriva in un momento in cui il MEF ha definito la strategia di gestione del debito per il primo trimestre del 2026, che prevede il lancio di quattro nuovi BTP: uno Short Term con scadenza 28 febbraio 2028, un triennale con scadenza 15 marzo 2029, un quinquennale con scadenza 1° giugno 2031 e un settennale con scadenza 15 marzo 2033. Gli obiettivi di circolante minimo variano tra 9 e 10 miliardi di euro. Accanto ai nuovi titoli, il Tesoro continuerà a collocare ulteriori tranche di BTP già in circolazione, tra cui quelli con scadenza 2029, 2031 e 2036.
Le emissioni complessive a medio-lungo termine per il 2026 sono stimate tra 350 e 365 miliardi di euro, necessarie a coprire scadenze per circa 256 miliardi e un fabbisogno statale di 125 miliardi. Il quadro macroeconomico di fine 2025 mostra una crescita del PIL dello 0,1% nel terzo trimestre, un tasso di disoccupazione al 6,0% e un’inflazione all’1,1%, elementi che contribuiscono alla stabilità complessiva.
In questo contesto, il miglioramento dell’outlook da parte di S&P si intreccia direttamente con il programma di nuove emissioni del Tesoro, creando un ambiente potenzialmente più favorevole per gli investitori interessati ai titoli di Stato italiani lungo diverse scadenze.